Rigenerare aree dismesse


Avviso ai naviganti: rigenerare aree dismesse, un dovere verso l'ambiente e un'opportunità economica

Cari Naviganti, spero che abbiate fatto rotta qui in cerca di notizie, informazioni o magari solo post in tema di ambiente e sostenibilità in ambito urbano.
Chi scrive è un boomer che per tutta la sua vita lavorativa - oltre 40 anni nel settore edile ed infrastrutturale - ha consumato suolo. Ora, forse per qualche senso di colpa, negli ultimi anni della sua carriera vorrebbe dare un contributo inverso con l'obiettivo di restituire all'ambiente ciò che era suo.

Cos'è davvero la rigenerazione urbana?

È da qualche anno ormai che sempre più spesso sentiamo parlare di rigenerazione urbana, ma qual è il suo significato? In realtà, se cerchiamo in rete, possiamo trovare molteplici risposte. A me piace definirla come: "un'azione coordinata tra pubblico e privato che determina un recupero di valori economici, sociali e culturali di un contesto urbano ma anche periferico di un'area degradata".
Molto spesso a questo termine però l'immagine collettiva associa solo grandi complessi industriali, ma il degrado ha parecchi volti. Probabilmente ognuno di noi nel proprio comune o nella propria zona di vita lo incontra quotidianamente e nel quotidiano lo perde. Voglio alludere a vecchi opifici, aree ferroviarie, quartieri dormitorio e persino strutture militari. Insomma, il degrado insinuato in queste aree deturpa il contesto urbano, lo rende insostenibile e insicuro, ma soprattutto priva quel contesto delle opportunità che sono insite in quelle porzioni di territorio.

Il Nord Italia e le sue aree dimenticate

Nel Nord Italia abbondano aree industriali dismesse. Non dimentichiamoci che eravamo la prima manifattura in Europa, che movimentava per lo più la propria produzione con infrastrutture ferroviarie e grandi scali ora in disuso. Inoltre, fattori storici di difesa del fianco est del paese hanno prodotto nel tempo molte strutture militari ora abbandonate.
Fabbriche chiuse, manifatture dismesse, aree demaniali inutilizzate: porzioni di territorio che per decenni sono stati motore economico, oggi sono solo un problema. Nel contesto dove opero e vivo, lungo l'asse del Sempione, molteplici casi rispecchiano questa realtà.

Il problema: nessuno sa da dove iniziare

Le amministrazioni pubbliche - soprattutto quelle piccole e medie - hanno aree dismesse ma non hanno:

  • Budget per intervenire
  • Competenze tecniche interne
  • Tempo per gestire la complessità burocratica

Gli investitori ESG cercano progetti con impatto ambientale e sociale misurabile, ma faticano a trovare:

  • Opportunità strutturate e de-risked
  • Partner che conoscano davvero il territorio
  • Progetti con solidi fondamentali economici

Il risultato? Le aree restano lì per decenni: inutilizzate, insostenibili e insicure.

Il mio progetto: un ponte tra generazioni

Ho fortemente voluto questo sito web e in particolar modo un blog dove poter esprimere le mie opinioni, confrontarmi con voi su questi temi e interagire con la Gen Z affinché costruiscano puntando sempre alla sostenibilità, al benessere psicofisico delle persone e al rispetto dell'ambiente. A loro è affidato il vostro futuro.
Il progetto editoriale oggetto di questo blog punta a scovare e analizzare casi di rigenerazione urbana già ultimati, al fine di dimostrare che è possibile rigenerare ciò che esiste ma anche a proporre nuove operazioni senza tralasciare gli aspetti legislativi e di finanziamento - regionali, nazionali ed europei - e temi più etici legati a sostenibilità, benessere e ambiente. Insomma, una panoramica a tutto tondo su questi temi di estrema attualità.

Se siete arrivati fino a qui vi ringrazio per il vostro interesse e la vostra pazienza. E se volete scrivermi sarò ben felice di rispondervi.